LE ELEZIONI DI META’ MANDATO SARANNO UN BIVIO PER IL PERONISMO?

Oggi è il grande giorno: l’Argentina va alle urne per le elezioni di metà mandato.Le fratture interne al peronismo non si sono ancora sanate e lo schieramento justicialista si presenta diviso a questo importante appuntamento elettorale in tre principali tronconi: quello guidato da Cristina Kirchner con il suo nuovo movimento, Unidad Ciudadana, quello guidato da Sergio Massa con l’alleanza 1Pais (uno schieramento che comprende il GEN di Margarita Stolbizer, ex candidata a Presidente dai socialisti che Margarita ha scaricato rapidamente per salire sul carro di Sergio Massa insieme alla deputata Victoria Perez Donda leader di Libres del Sur),che si pone l’obbiettivo di riunire il paese profondamente spaccato dalla polarizzazione Kirchner-Macri, ed infine troviamo lo spazio Cumplir, guidato dall’ex Ministro degli interni Florencio Randazzo.Durante questa lunga e combattutissima campagna elettorale,che ha visto nelle PASO (le primarie argentine che servono nella sostanza a “pesare” i rispettivi elettorati) della provincia di Buenos Aires prevalere di un soffio, dopo un estenuante riconteggio CRISTINAal cardiopalma, Cristina Kirchner su Esteban Bullrich, candidato al Senato dal fronte di governo Cambiemos (PRO,UCR,Coalicion Civica) per uno scarto dello 0,21%(La Matanza,roccaforte Kirchnerista, il municipio chiave che ha fatto lievemente propendere la bilancia in favore di Cristina),cioè appena ventimila voti di differenza su un totale di quasi 13 milioni di elettori abilitati, non sono mancate polemiche e colpi bassi.Nel complesso però le PASO sono state vinte da Cambiemos, che ha prevalso in ben 12 dei 24 distretti elettorali con più elettori (Buenos Aires città, e le province di Santa Fe,Cordoba e Mendoza),ed anche nel conteggio totale dei voti ottenuti dai vari schieramenti con quasi un 36% dei voti registrati.A distanza di settant’anni però la cultura politica peronista tuttavia rimane molto forte nel paese, e lo testimoniano chiaramente proprio i numeri delle PASO dello scorso agosto: l’unità del Partido Justicialista (Kirchnerismo,peronismo non kirchnerista,Massismo) vale un 43% dell’elettorato (vedi cartina tabella sotto), anche se è vero che non sempre in politica si possono fare freddi ragionamenti matematici.Legittima è dunque una domanda che sorge spontanea alla luce di questi dati: il peronismo unito è imbattibile? Per il politologo filo Massa, Julio Barbaro, no al contrario, un peronismo unito sarebbe semplicemente invotabile! Queste elezioni di medio termine sono importanti per due motivi principali: 1) Cambiemos,sfruttando le divisioni peroniste, cercherà di ottenere un rafforzamento dei suoi numeri parlamentari (non ha la maggioranza ed il vero ago della bilancia nel Congresso, è l’atteggiamento oscillante del Massismo) per poter così avviare alcune riforme in cantiere ed arrivare alla fine del mandato in maniera più stabile.Sarebbe il primo governo non peronista dal 1928,che riuscirebbe a terminare il suo mandato. 2) I risultati ci diranno molto della partita che si gioca all’interno del peronismo in vista delle presidenziali 2019.PJQuale schieramento del Justicialismo otterrà maggior consenso politico? Sarà ancora una volta Cristina Kirchner a prevalere alla fine,come si suppone e si augurano i suoi più accesi seguaci de La Campora, o Sergio Massa,che sta già abbozzando un dialogo di ricostruzione ed unità con i companeros peronisti (in particolare guardando a Randazzo), riuscirà nel post elezioni a far convergere sul suo nome quella unità tanto cercata? Chi sarà il principale sfidante di Mauricio Macri alle presidenziali 2019? Nel frattempo Mauricio ed il suo governo stanno cercando faticosamente di far uscire il paese fuori dal disastro economico nel quale il populismo Kirchnerista aveva cacciato il paese.Secondo l’Indec (Istat argentino) infatti nel primo semestre di quest’anno la povertà è diminuita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2016 (Toh! ma come? non era un governo “oligarca vendepatria”?), che equivale a 700 mila persone che hanno abbandonato la condizione di povertà.L’economia si è rimessa in moto ed in luglio,segnala sempre l’Indec, è cresciuta del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2016.Certo ancora la strada da fare rimane parecchia in questa direzione, ma non è neanche giusto che per biechi fini elettorali il peronismo abbia praticamente monopolizzato e fatto proprio il caso Lautaro (video).Lautaro che si è appellato attraverso i microfoni della giornalista di Cronaca tv (scoppiata in pianto) al governo, è uno dei tanti,troppi, bambini argentini che vanno ogni giorno a mangiare nelle mense sociali dei quartieri più poveri per sfamarsi e ritirare un pò di cibo per la propria famiglia.Come se il paese avesse già rimosso come se nulla fosse, i casi di morte per denutrizione durante il decennio Kirchnerista! E che dire infine del caso Maldonado? Anche qui il peronismo ha cercato di gettare discredito sul governo, rievocando le ombre dei desaparecidos dell’ultima dittatura militare! Ma il caso del magistrato Nisman (quello si dai gravi risvolti politici) ucciso “misteriosamente” due anni fa, è già stato dimenticato? Gli ultimissimi sondaggi pre voto danno quasi tutti Cambiemos come vincente, e registrano al tempo stesso una polarizzazione dello scenario politico fra il Kirchnerismo e Cambiemos, quadro che andrebbe logicamente a discapito di Massa (1Pais) e di Randazzo (Cumplir).Nella Provincia di Buenos Aires,vera cartina di tornasole del paese, infine si registra come avvenuto nelle PASO, una lotta serrata all’ultimo voto fra Esteban Bullrich e Cristina Kirchner.Questa notte il responso delle urne che ci dirà molto in merito a vincitori e vinti e all’evoluzione futura dello scenario politico argentino.

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