“IL TRAMONTO DEL KIRCHNERISMO” Nel 2015 si vota per le presidenziali, quali le opzioni in campo?

La recente aggressione al giornalista Ignacio Otero del canale tv  TN (Todo Noticias) avvenuta a Rio de Janeiro da parte dell’entourage del titolare dell’Afip (l’Agenzia delle Entrate argentina) Ricardo Echegaray è solo l’ultimo dei gravi fatti successi nelle scorse settimane  che segnano il definitivo crepuscolo del kirchnerismo in Argentina. Il Governo  di Cristina Fernandez de Kirchner ha gettato la maschera di una oligarchia che ormai non può più nascondere la quantità industriale di bugie che ne hanno caratterizzato  il potere in questo decennio.

Ma partiamo dall’ultimo fatto in ordine di tempo: l’Afip è l’ente che gestisce anche l’esportazione di dollari, permettendo di portare con sé cifre irrisorie a chi voglia recarsi all’estero, in pratica negando alla popolazione il diritto alla mobilità al di fuori dei confini nazionali. Come se non bastasse, si è sviluppata anche  una legislazione che danneggia anche  il turismo “incoming”, con balzelli astronomici sull’uso delle carte di credito.

Il Paese  sta vivendo  una fase  storica assimilabile alla crisi che nel 2001 lo portò al default: le politiche governative hanno aumentato un’inflazione che è ormai fuori controllo e che diversi istituti indipendenti stimano ormai essere arrivata  al  30%, seconda solo a quella del Venezuela! La città di  Buenos Aires in queste settimane  è stata profondamente  scossa e paralizzata  da una miriade di blocchi stradali organizzati da gente comune che protestava  per la mancanza di energia elettrica e acqua in molti “barrios” (quartieri) della città. Tale fenomeno, che è  durato per quasi un mese, ha provocato situazioni al  limite della disperazione. E il potere politico in tutto  questo caos che fa? Se ne frega totalmente, incolpando le società che gestiscono l’energia, dimenticandosi che le stesse (Edenor e Edesur) sono piene di dirigenti politici  e godono di generosi sussidi, che però non sono stati  spesi  per l’ammodernamento  e lo sviluppo energetico.In coincidenza di periodi di caldo torrido, un sostanziale aumento del consumo manda puntualmente  in tilt i trasformatori e una rete di cablaggio ormai obsoleta: il sistema salta, provocando ingenti danni per l’interruzione della catena del freddo che costringono le famiglie e i negozi a gettare alimenti  nella spazzatura, malati di diabete a porre a rischio la propria vita per la perdita dei rifornimenti di insulina, ospedali bloccati per mancanza di generatori, anziani costretti a restare, causa blocco degli ascensori, in appartamenti “prigione” trasformati in forni. Così i cittadini, come nel 2001, hanno ripreso i cacerolazos percuotendo le pentole e bloccando il traffico.

Ma tutto  ciò non ha preoccupato minimamente  il responsabile dell’energia del Governo Daniel Cameron,  ripreso tranquillamente a  giocare  a golf,  invece di mettere la faccia e tentare di risolvere il problema. Nemmeno Jorge Capitanich, il portavoce di Cristina, si è mosso  con decisioni risolutive: in un primo momento ha minacciato di ristatalizzare le imprese energetiche (come se nella pratica non lo fossero) non trovando di meglio che incolpare i cittadini per i consumi e, cosa tragicomica, trasformando addirittura  la paralisi in termini positivi! A imitazione del Presidente venezuelano Maduro (che tempo fa sosteneva “se manca la carta igienica vuol dire che la popolazione non muore di fame”) Capitanich ha bollato la questione della crisi energetica come una chiara  dimostrazione di benessere dovuta al fatto che  tutti ormai hanno in casa un condizionatore d’aria.    Ma ormai molti hanno capito che in dieci anni i Governi  K (Kirchner)  non hanno saputo operare investimenti necessari ,usando invece  il denaro pubblico per finanziare la loro immagine, foraggiando organi d’informazione compiacenti ed implementando piani sociali che si sono  rivelati delle elemosine operate in cambio del voto,aggravando così  la situazione di intere generazioni senza futuro e di altre costrette a vivere nell’indigenza delle  villas miserias che si sono progressivamente ingrandite: secondo l’Università Cattolica Argentina, la povertà negli ultimi dieci anni ha  toccato ormai i dieci milioni di persone, un quarto  della popolazione…altrochè “decada ganada”!

Ormai il solco  tra il potere politico e la nazione è netto e ne è conferma il grave fatto citato inizialmente: il titolare di un Ente che in pratica  impedisce ai propri cittadini di andare all’estero e  che in un momento drammatico come l’attuale si permette, con tutta la sua comitiva, un fine d’anno a Rio de Janeiro in un hotel da 1100 dollari al giorno e un cenone da  900 dollari a persona!  Si presti attenzione, si parla di dollari, non degli svalutatissimi pesos argentini. Ma guai a chiedergli le ragioni di tale  comportamento, come accaduto al giornalista di TN: si rischia infatti di essere presi a  calci e pugni  e alla fine del tutto, di ricevere una proposta di intervista a Buenos Aires in cambio del silenzio sull’accaduto.

Il silenzio può  valere  oro in Argentina. Lo sa bene  la Presidenta: lo scandalo,scoppiato mesi fa in merito alle  società intestate al prestanome della famiglia Kirchner, Lazaro Baez, si sta ingigantendo sempre di più e ogni giorno si arricchisce di particolari allucinanti: si è scoperto che Lazaro Baez ha pagato un milione e mezzo di dollari ai Kirchner per ottenere l’affitto di 900 camere nei vari hotel di El Calafate (Santa Cruz) di proprietà della famiglia presidenziale  e mantenere le camere vuote per l’intera stagione. Una evidente  operazione di lavaggio di capitali. Ma i magistrati che indagano vengono immediatamente rimossi, come successo al  pubblico ministero  Josè Maria Campagnoli, per essere rimpiazzati da altri legati al potere kirchnerista.

E che dire a proposito della sorprendente  nomina del  Generale Cesar  Milani a capo dell’esercito?  Si tratta di un militare che è accusato da diverse organizzazioni che lottano per i diritti umani di aver fatto parte della repressione che insanguinò l’Argentina fra il 1976 e il 1983.

Questa decisione è tanto più allucinante non solo perché avallata dalle Madri di Plaza de Mayo targate Hebe  Bonafini , ma perché di fatto torna a dare un pericoloso ruolo  politico ai militari. Oltretutto  Milani è indagato per arricchimento illecito a causa di una villa di sua proprietà nel lussuoso quartiere de “La Orqueta”. In tale  scenario,tutt’altro che roseo, Cristina Kirchner ha confermato che nel 2015 non si ricandiderà a nessun ruolo politico e per questo gli aspiranti successori stanno già scaldando i motori per la corsa.     I principali contendenti ad oggi sembrano essere el Tigre Sergio Massa ed el Rockero vicepresidente Amado Boudou.

Massa,dopo il buon risultato nelle elezioni di medio termine dell’ ottobre scorso,nel 2015 si candiderà alla presidenza per porre fine  all’era K. El rockero Boudou invece  potrebbe essere colui che si candiderà per farla continuare. Fu proprio El Tigre Massa a presentare ai Kirchner El rockero e a lanciarlo in politica, quando questi si occupava solo delle sue chitarre elettriche, di andare in Harley Davidson e del suo lavoro di analista economico. Peronista l’uno, peronista l’altro, in un’Argentina dove tutto il gioco del potere si fa tra peronisti, così come in Italia, da cui provengono gli avi di più della metà degli argentini, quasi tutto si svolge tra ex democristiani.

Sergio Massa, El Tigre, nato il 28 aprile 1972 in un sobborgo della Grande Buenos Aires intitolato a San Martín, padre  costruttore, nonno muratore immigrato dall’Italia, entrò nella Juventud Liberal, come si chiamava l’ala giovanile dell’Union Centro Democratico (UceDé), a 17 anni. Da studente della Facoltà di diritto, per fare il vicepresidente e presidente della Juventud Liberal della provincia di Buenos Aires finì per non laurearsi. Gli ultimi quattro esami che gli mancavano per diventare avvocato li ha sostenuti durante l’ultima  campagna elettorale di ottobre. Amado Boudou detto Aimé, el rockero  è  nato a Buenos Aires il 19 novembre 1962, a cinque anni andò a Mar del Plata, la Rimini argentina. Dopo un’adolescenza da vitellone playboy e capellone, con esperienze da organizzatore di eventi sulla spiaggia, disc jockey e suonatore rock di chitarra e basso, ha militato anche lui nell’UceDé e senza particolare zelo si è dedicato agli studi universitari. Iscritto ad Ingegneria, dopo due anni è passato ad Economia laureandosi a 28 anni. In seguito ha ottenuto anche un Master e insegnato Microeconomia all’Universidad Argentina de la Empresa.

Impiegato otto anni in imprese che si occupano di igiene urbana, nel 1998 viene assunto come analista alla Anses:  la Administración Nacional de la Seguridad Social. Ed è qui, in questo “Inps” argentino, che  ritrova il vecchio compagno di militanza Sergio Massa. Che, peraltro, da presidente dei giovani liberali nel 1996 è passato armi e bagagli al Partito giustizialista come gran parte della dirigenza  della UceDé, affascinato dalla svolta liberista di Carlos Menem.Da  direttore esecutivo della Anses, gli argentini iniziano a notarlo.Massa si presenta infatti in radio e tv con un pc in grado di accedere direttamente agli archivi dell’ente  e rispondere  in diretta agli ascoltatori ansiosi di decifrare la propria posizione pensionistica. Nel 2002 proprio Massa designa Boudou alla gestione del bilancio: a quel punto l’economista  si impegna a sua volta nella politica peronista.       Nel 2002 el rockero è Segretario alle Finanze di La Costa, altro “partido” della Grande Buenos Aires.

Nel 2006 Boudou  torna alla Anses come Segretario della Cassa Previdenziale. Nel 2008 Cristina Kirchner lo designa come direttore. E’ stato proprio Massa a presentarglielo, e la Presidenta si dice ne sia rimasta folgorata. Forse anche troppo folgorata, secondo il libro biografia del giornalista Franco Lindner, uscito lo scorso anno, che si intitola “Los amores de Cristina”.       Intanto, nel 2005 Sergio Massa è stato eletto “diputado nacional”, ma Néstor Kirchner lo ha convinto a rinunciare per rimanere all’Anses.Nel 2007 Massa è eletto per la prima volta Intendente (Sindaco) di Tigre con un voto a valanga: il 46,3%. Questa volta deve lasciare la Anses, aprendo la via per la futura designazione di Boudou.Ma dà le dimissioni quando il 23 luglio 2008 Cristina gli offre il posto di capo di gabinetto, dopo che il titolare precedente aveva  perso un duro braccio di ferro con gli agricoltori, che lo avevano  obbligato a cancellare un progetto di imposte sull’export. Alle elezioni del 28 giugno 2009, un voto per il rinnovo parziale di deputati e senatori, Sergio Massa è eletto di nuovo deputato per il Fronte per la  Vittoria kirchnerista, ma di nuovo preferisce rinunciare, pur di restare  a Tigre. I Kirchner sono ancora frastornati per la sconfitta con gli agricoltori, e la loro lista perde 19 deputati e 4 senatori. Contro la lista di cui lui stesso fa parte assieme a Néstor Kirchner, Massa presenta a Tigre un’altra lista di cui fa parte la moglie Malena Galmarini, e che prende un 14% di voti in più. I kirchneristi “duri e puri” vanno su tutte le furie dandogli del voltagabbana!  Il 7 luglio 2009 dà dunque le dimissioni da capo di gabinetto e il 24 luglio ridiventa Intendente di Tigre. Potrebbe sembrare una retrocessione, ma il boom immobiliare dà a Tigre una fama glamour di Miami argentina, e alla preoccupazione dei residenti per la criminalità crescente,  Massa risponde prontamente  creando un corpo di vigilanza e facendo installare centinaia di telecamere di sorveglianza. Il versante  ”Law and Order” è un chiodo fisso della sua immagine,basti pensare che  nell’ultima campagna elettorale ha invitato a Tigre Rudolph Giuliani, il grande teorico della “Tolleranza Zero”. Nel 2011 è dunque rieletto addirittura con il 73%  dei voti. La fama di buon amministratore  si diffonde in tutta l’Argentina . Nello stesso giorno  in cui Massa ha cessato di fare il capo di gabinetto, Boudou è diventato Ministro dell’Economia. Nel 2011 Cristina, al suo secondo mandato, lo vuole come Vicepresidente. Ed è proprio durante la vicepresidenza che il fenomeno del “politico pop” esplode.

 Ministro che suona il rock la domenica e si riunisce con gli economisti il lunedì,che corre in Harley Davidson e parla di “governo rock”, che organizza feste assieme ai suoi follower su twitter e si fa vedere assieme ai personaggi del jet set: appassionato di golf, tennis e sci,fidanzato con un’altrettanto glamour giornalista televisiva di 17 anni più giovane, con i suoi jeans, t-shirt e giubbotto di pelle,  Boudou ama trasformare i suoi comizi in concerti, in cui si fa accompagnare dalla band.

Sul popolarissimo vicepresidente si scatena però  un’offensiva mediatico-giudiziaria che alla fine arriva a ben 54 indagini contro di lui. In 30 viene prosciolto, ma restano le altre: per reati fiscali, per mancato compimento dei doveri di funzionario pubblico, per arricchimento illecito. Poco per volta il governo lo emargina, visti i sondaggi che rivelano la sua crescente impopolarità. E’ vero che il voto kirchnerista è precipitato dal 54% delle presidenziali del 2011 al 33% per il Senato e al 29%  per la Camera.

Ma bisogna ricordare che anche le elezioni di medio  termine del 2009 erano  state  un disastro, ed  il Fronte per la Vittoria mantiene sostanzialmente i suoi seggi.Certo  i kirchneristi hanno perso lo scorso ottobre  in 12 dei  24 distretti dell’Argentina, compresi i cinque più popolosi. Ma l’opposizione appare irrimediabilmente divisa.Il Frente Renovador di Massa si è infatti imposto nella provincia di Buenos Aires e a Cordoba, i due primi distretti del paese. La sinistra non kirchnerista  a Santa Fe e Mendoza, terzo e quinto distretto. La capitale resta la roccaforte del leader del centrodestra Mauricio Macri (PRO), il “Berlusconi argentino”. L’Union Civica Radical (UCR) di Ernesto Sanz  è riuscità addirittura  ad espugnare Santa Cruz, roccaforte natia  dei Kirchner. Per rappresentare una reale alternativa nel 2015, bisognerebbe che almeno due di questi blocchi si unissero.

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